Costanza Rizzacasa d'Orsogna

Non superare le dosi consigliate

Ugo Guanda Editore, 2020

Un romanzo crudo e potente su un tema di cui nessuno parla: l’obesità, tra bullismo, autolesionismo, pregiudizi, perfezionismo e accettazione. Un libro sulle dipendenze – dal cibo, dall’amore, dai farmaci – che scardina tutti gli stereotipi.

«Due dita in gola, è così facile, mi dice mia madre. M’incoraggia. Non mi ha insegnato a truccarmi, ma mi ha insegnato a vomitare»

 

C’è un peso che non si può perdere, anche quando l’hai perso tutto. Matilde lo sa: ha cominciato a ingrassare quando aveva sei anni, ed è affamata da una vita. A sedici anni pesa 80 chili, a diciotto 48. Lassativi, diuretici, crisi di vomito incoercibile. Finché, dopo una relazione violenta, supera i 130 chili. Così obesa da non trovare scarpe o reggiseni che le stiano, da non riuscire a infilarsi le calze. Così obesa che teme di rompere le sedie. E quando esce di casa, c’è sempre qualcuno che la guarda con disprezzo, che vuol dirle a tutti i costi che ha un problema, dirle cosa debba fare e come debba essere. Così Matilde si chiude in casa per tre anni, usa il delivery per tutto e sui social si finge normale. Ma che vuol dire normale?

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