Diritti audiovisivi

Tante storie da raccontare e immaginare

Una penna che

conquista anche il cinema

Dallo straordinario romanzo di André Aciman, pubblicato in Italia da Guanda, il film di Luca Guadagnino, Premio Oscar 2018, interpretato da Timothée Chalamet e Armie Hammer.

Cover story

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Francesca Giannone

Domani, domani

Dopo l’enorme successo di La portalettere, il romanzo più venduto nel 2023, Francesca Giannone torna in Salento con un romanzo storico, delicato e drammatico, di affetti e contrasti familiari.

Lorenzo e Agnese, un fratello e una sorella uniti dalla passione per la saponeria di famiglia, divisi dal destino e da una scelta che finirà per separarli e segnare per sempre il loro domani e tutta la loro vita.


Salento, fine anni ’50. Lorenzo e Agnese hanno perso tutto. Il padre ha venduto il saponificio di famiglia, un’eredità che se lui ha vissuto come una condanna, per i due fratelli ha rappresentato una ragione di vita. Ed ora, rimanere lì, come semplici operai e sotto un nuovo e arrogante padrone, è una prospettiva devastante. Lorenzo impulsivamente decide di andare via con l’obiettivo di trovare i soldi per riprendersi quello che è suo. Agnese invece decide di rimanere, non volendo abbandonare la sua casa di talco e sapone. Tra i due fratelli si apre una crepa profonda e apparentemente insanabile che li porterà su strade opposte e imprevedibili.

Titoli GeMS da portare sul piccolo e grande schermo

Agli albori dell’edonismo anni Ottanta, la vita tranquilla di Imola viene sconvolta dall’omicidio di una giovane ragazza e il maresciallo Ponti dovrà affrontare la nuova moda della trasgressione e una pletora di personaggi eccentrici per scoprire la verità.


Imola 1979. Quando il cadavere di Moira Ravaglia, figlia ribelle di un proprietario di lussuosi autosaloni, viene scoperto in una cava appena fuori città, il rapimento finito male sembra l’ipotesi più semplice per risolvere il caso, anche per le pressioni dei superiori del maresciallo Ponti, incaricato dell’indagine. Imola deve rimanere un posto tranquillo dove si mangia, si beve e si va in moto. Ma in una città così piccola tutti si conoscono. Si scopre così che Moira odiava il padre, teneva la contabilità dell’azienda, soprattutto per rubare soldi, investendoli in un giro locale di cocaina e finanziare il suo sogno di diventare stilista. Per un po’ le cose sono andate bene, fino a una partita di droga fasulla quando era entrato nel giro Verdura, l’ambulante di ortaggi, esperto non solo di vegetali ma anche di psicologia spicciola. Ponti alla fine scoprirà che il giorno del delitto Verdura aveva incontrato Moira appena scappata dal tentato rapimento a opera di Nanni, piccolo delinquente locale che si atteggia a gangster e Lenin, frustrato aspirante attore, bello come Paul Newman. La ragazza, traumatizzata e fuori di sé, invece di ringraziarlo aveva aggredito Verdura. Le urla avevano rievocato il fantasma della moglie dell’uomo, amante del padre di Moira e morta suicida.  Il rancore mai sopito ha portato Verdura a colpire Moira e al tragico epilogo.

Dopo l’enorme successo di La portalettere, il romanzo più venduto nel 2023, Francesca Giannone torna in Salento con un romanzo storico, delicato e drammatico, di affetti e contrasti familiari.

Lorenzo e Agnese, un fratello e una sorella uniti dalla passione per la saponeria di famiglia, divisi dal destino e da una scelta che finirà per separarli e segnare per sempre il loro domani e tutta la loro vita.


Salento, fine anni ’50. Lorenzo e Agnese hanno perso tutto. Il padre ha venduto il saponificio di famiglia, un’eredità che se lui ha vissuto come una condanna, per i due fratelli ha rappresentato una ragione di vita. Ed ora, rimanere lì, come semplici operai e sotto un nuovo e arrogante padrone, è una prospettiva devastante. Lorenzo impulsivamente decide di andare via con l’obiettivo di trovare i soldi per riprendersi quello che è suo. Agnese invece decide di rimanere, non volendo abbandonare la sua casa di talco e sapone. Tra i due fratelli si apre una crepa profonda e apparentemente insanabile che li porterà su strade opposte e imprevedibili.

Dopo il grande successo di Fiore di roccia un’altra meravigliosa storia vera e dimenticata.

Ilaria Tuti – autrice da oltre 900.000 copie vendute –  riporta alla luce la straordinaria ed epica impresa delle prime donne chirurghe inglesi che aprirono un ospedale al fronte durante la Prima guerra mondiale e che curarono la mente degli uomini scioccati dalla guerra con l’arte del ricamo.

Un romanzo sull’incontro tra il mondo maschile della guerra e il mondo femminile della cura.


Londra, settembre 1914 «Le mie mani non tremano mai. Sono una chirurga, ma alle donne non è consentito operare. Men che meno a me: madre ma non moglie, sono di origine italiana e pago anche il prezzo dell’indecisione della mia terra natia in questa guerra che già miete vite su vite. Quando una notte ricevo una visita inattesa, comprendo di non rispondere soltanto a me stessa. Il destino di mia figlia, e forse delle ambizioni di tante altre donne, dipende anche da me. Flora e Louisa sono medici, e più di chiunque altro hanno il coraggio e l’immaginazione necessari per spingere il sogno di emancipazione e uguaglianza oltre ogni confine. L’invito che mi rivolgono è un sortilegio, e come tutti i sortilegi è fatto anche d’ombra. Partire con loro per aprire a Parigi il primo ospedale di guerra interamente gestito da donne è un’impresa folle e necessaria. È per me un’autentica trasformazione, ma ogni trasformazione porta con sé almeno un tradimento. Di noi stessi, di chi ci ama, di cosa siamo chiamati a essere. A Parigi, lontana dalla mia bambina, osteggiata dal senso comune, spesso respinta con diffidenza dagli stessi soldati che mi impegno a curare, guardo di nuovo le mie mani. Non tremano, ma io, dentro di me, sono vento.»

Questa è la storia dimenticata delle prime donne chirurgo, una manciata di pioniere a cui era preclusa la pratica in sala operatoria, che decisero di aprire in Francia un ospedale di guerra completamente gestito da loro. Ma è anche la storia dei soldati feriti e rimasti invalidi, che varcarono la soglia di quel mondo femminile convinti di non avere speranza e invece vi trovarono un’occasione di riabilitazione e riscatto. Ci sono vicende incredibili, rimaste nascoste nelle pieghe del tempo. Sono soprattutto storie di donne. Ilaria Tuti riporta alla luce la straordinaria ed epica impresa di due di loro.

 

Un killer efferato si ispira per i suoi delitti ai grandi capolavori dei maestri dell’Arte, da Botticelli a Caravaggio. Un’esperta d’arte, che si chiama Artemisia Gentileschi proprio come la famosa pittrice del Seicento, è costretta ad indagare.


Milano, oggi. A distanza di quattro secoli dalla sua antenata pittrice, Artemisia Gentileschi ha trentadue anni e da qualche anno dirige uno dei più apprezzati musei milanesi, il Poldi Pezzoli.  Single, indipendente e con una carriera avviata che le consente di coltivare la propria passione per l’arte, Artemisia ha una vita tranquilla, almeno sino a quando riceve alcune lettere anonime accompagnate da foto agghiaccianti. Qualcuno ha ucciso due persone e le ha utilizzate come macabri burattini per rappresentare un quadro di Botticelli, La Calunnia. E purtroppo questo è solo il primo di una serie di omicidi ispirati a opere di pittori famosi. Facendo sfoggio della propria efferatezza ma anche della propria conoscenza dell’arte, il killer ingaggia Artemisia in una macabra caccia al tesoro. E chi meglio di un’esperta d’arte può capire quale sarà la prossima mossa dell’assassino?

Lisa Laffi è laureata in Conservazione dei Beni Culturali e vive a Imola dove fa l’insegnante. È autrice teatrale e di saggi di storia. Con Tre60 ha pubblicato i romanzi storici L’ultimo segreto di Botticelli (2019), La regina senza corona (2020), L’erborista di corte (2022) e La dama dei gelsomini (2023). Ha vinto il «Verbania for Women» con il racconto “La rosa del deserto” (2018).

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