Diritti audiovisivi

Tante storie da raccontare e immaginare

Una penna che

conquista anche il cinema

Dallo straordinario romanzo di André Aciman, pubblicato in Italia da Guanda, il film di Luca Guadagnino, Premio Oscar 2018, interpretato da Timothée Chalamet e Armie Hammer.

Cover story

Cover story

Walter Vacchino, Luca Ammirati

Ariston

Walter Vacchino svela per la prima volta i segreti e la storia inedita di un’avventura familiare e imprenditoriale diventata parte integrante della nostra storia: sessant’anni del teatro e del festival musicale più visto, atteso e chiacchierato della tv italiana, Sanremo.


Da Nilla Pizzi a Marco Mengoni, passando per Domenico Modugno, Adriano Celentano, Luigi Tenco, Mia Martini, Eros Ramazzotti, i Maneskin e centinaia di altri. Accanto a loro i Queen, David Bowie, Luciano Pavarotti, Madonna, ma anche Dario Fo, Mikhail Gorbaciov, Mike Tyson, Robert De Niro, Carla Fracci, Rudolf Nureyev. Sul palco del teatro Ariston di Sanremo sono passati tutti (ma proprio tutti) i grandi protagonisti della canzone, e non solo, rendendolo un luogo leggendario che ogni anno rinnova la propria magia. Walter Vacchino ne aveva solo sei quando suo padre Aristide, nel 1953, ha cominciato a costruire il futuro tempio della musica italiana, che non solo è sopravvissuto alle terribili minacce della pandemia ma ha visto il triennio da record con Amadeus. Ora, il patron del teatro più famoso d’Italia racconta al grande pubblico ciò che ha visto e vissuto dal 1977 ad oggi, con aneddoti, retroscena e segreti mai svelati.

 

“Dentro l’Ariston è custodita parte dei miei desideri, dei miei sogni, della mia vita. È un luogo che da molti anni continua a lasciare tutti a bocca aperta.”

AMADEUS

“Un giorno le pareti di questo luogo d’arte si metteranno a raccontare tutto quello che ha visto.”

Vincenzo Mollica

“L’Ariston è un monumento. Ogni volta che salgo su quel palco è un’emozione nuova e diversa.”

Pippo Baudo

“L’Ariston possiede un’anima particolare: non è un teatro come gli altri. Quando ti aggiri per i corridoi percepisci l’eco del passato.”

Fabio Fazio

 

Walter Vacchino (Sanremo, 1947) con sua sorella Carla è il proprietario del cinema-teatro Ariston, che dal 1977 ospita il Festival della canzone italiana, e di tre multisale tra Sanremo e Albenga. Ha scritto e prodotto spettacoli teatrali, programmi tv, festival, e ha ricoperto numerose cariche nel settore pubblico, nel settore sportivo e nel settore dello spettacolo. Dal 1982 è Cavaliere della Repubblica.

Luca Ammirati (Sanremo, 1983) è da alcuni anni il responsabile della sala stampa del teatro Ariston. È autore di tre romanzi, Se i pesci guardassero le stelle (2022), L’inizio di ogni cosa (2021) e Tutti i colori tranne uno (2023).

Titoli GeMS da portare sul piccolo e grande schermo

Dopo il grande successo di Fiore di roccia un’altra meravigliosa storia vera e dimenticata.

Ilaria Tuti – autrice da oltre 600.000 copie vendute –  riporta alla luce la straordinaria ed epica impresa delle prime donne chirurghe inglesi che aprirono un ospedale al fronte durante la Prima guerra mondiale e che curarono la mente degli uomini scioccati dalla guerra con l’arte del ricamo.

Un romanzo sull’incontro tra il mondo maschile della guerra e il mondo femminile della cura.


Londra, settembre 1914 «Le mie mani non tremano mai. Sono una chirurga, ma alle donne non è consentito operare. Men che meno a me: madre ma non moglie, sono di origine italiana e pago anche il prezzo dell’indecisione della mia terra natia in questa guerra che già miete vite su vite. Quando una notte ricevo una visita inattesa, comprendo di non rispondere soltanto a me stessa. Il destino di mia figlia, e forse delle ambizioni di tante altre donne, dipende anche da me. Flora e Louisa sono medici, e più di chiunque altro hanno il coraggio e l’immaginazione necessari per spingere il sogno di emancipazione e uguaglianza oltre ogni confine. L’invito che mi rivolgono è un sortilegio, e come tutti i sortilegi è fatto anche d’ombra. Partire con loro per aprire a Parigi il primo ospedale di guerra interamente gestito da donne è un’impresa folle e necessaria. È per me un’autentica trasformazione, ma ogni trasformazione porta con sé almeno un tradimento. Di noi stessi, di chi ci ama, di cosa siamo chiamati a essere. A Parigi, lontana dalla mia bambina, osteggiata dal senso comune, spesso respinta con diffidenza dagli stessi soldati che mi impegno a curare, guardo di nuovo le mie mani. Non tremano, ma io, dentro di me, sono vento.»

Questa è la storia dimenticata delle prime donne chirurgo, una manciata di pioniere a cui era preclusa la pratica in sala operatoria, che decisero di aprire in Francia un ospedale di guerra completamente gestito da loro. Ma è anche la storia dei soldati feriti e rimasti invalidi, che varcarono la soglia di quel mondo femminile convinti di non avere speranza e invece vi trovarono un’occasione di riabilitazione e riscatto. Ci sono vicende incredibili, rimaste nascoste nelle pieghe del tempo. Sono soprattutto storie di donne. Ilaria Tuti riporta alla luce la straordinaria ed epica impresa di due di loro.

 

Agata e Sara, ventiseienni, amiche inseparabili durante gli anni dell’università, si ritrovano per caso dopo essersi completamente perse di vista e intraprendono insieme il bizzarro viaggio per liberare in mare un astice, recuperando un’amicizia mai dimenticata.

Un romanzo sul passaggio all’età adulta tra rapporti delicati e viscerali tra madri e figlie, distacco, accettazione, amicizia e amore incondizionato.


Agata e Sara sono due giovani donne, due personalità irrisolte. Agata ha perso la madre da pochi anni; apparentemente ha superato il trauma, ma all’università, lei, bravissima a scuola, si è bloccata e ha finito per fare la commessa. Sara, sua compagna di università e amica inseparabile, ha rivelato in famiglia la propria omosessualità che però non è stata accettata, e ha deciso quindi di tagliare i ponti con tutti e di vivere viaggiando all’estero. Per caso si incontrano durante un brevissimo ritorno di Sara a casa, mentre Agata ha appena deciso di liberare in mare un astice ancora vivo acquistato al supermercato. Una situazione paradossale che però rappresenta per entrambe la possibilità di dare una svolta alla loro vita e riprendere un’amicizia che si era bruscamente interrotta.

Ludovica Della Bosca nasce a Monza nel 1992. Ha studiato Lettere Moderne, ha collaborato con il Giornale di Monza e ha frequentato la scuola di scrittura Belleville. Basta un pezzo di mare è il suo primo romanzo.

Isabella cerca da vent’anni di vivere un’esistenza normale dopo la scomparsa misteriosa della gemella Valeria tra i boschi degli Appennini.

La morte della zia la costringerà a tornare nei luoghi e tra le persone che ha provato a dimenticare, alla ricerca di quella verità che in passato non era stata in grado di vedere.


Dicembre 2018. Isabella non ha più messo piede nella casa della zia dove lei e la gemella Valeria trascorrevano le vacanze estive tra bagni nel torrente, chiacchierate in piazza, i primi baci, e le esplorazioni di ville diroccate tra i boschi.

Una sera di luglio di vent’anni prima Valeria non è tornata a casa. È svanita nel nulla, lasciando solo domande senza risposta. Da vent’anni Isabella vive dimezzata; col tempo ha cercato di avere un’esistenza normale, ha un ex marito e una figlia, ha costruito dei muri per separarsi dai ricordi e dalle persone di allora che non ha più oltrepassato. Fino alla morte di zia Adele, che le ha lasciato in eredità la casa e nella casa un indizio. Isabella sa che non potrà fare altro che seguirlo, per lasciarsi travolgere dal passato e cercare quella verità che per vent’anni le è sfuggita.

 

Alice Bassoli è nata nel 1981 a Reggio Emilia, dove vive e lavora. Inventa storie da quando è bambina ma ha cominciato a scrivere ispirata dalla lettura di due romanzi per lei molto speciali. La ninnananna degli alberi è finalista del concorso Amazon Storyteller 2022.

Di fronte alla scomparsa della mamma, il piccolo Flaps decide di cercarla e uscire nel mondo. Seguendo le tracce che lei gli ha lasciato in giro per la città di Napoli, scoprirà l’amicizia con Marlo, l’amore per l’irraggiungibile Dora ma soprattutto la sconvolgente causa della sua scomparsa.


Non è una novità che Lory sparisca per qualche tempo. In quelle occasioni ha sempre lasciato a Flaps, il fi­glio di soli sette anni, alcune mappe e degli indizi che, una volta risolti, li avrebbero riuniti. Questa vol­ta, però, c’è qualcosa di diverso: la mappa è nascosta in un cassetto chiuso a chiave, Lory manca da ben tre mesi e suo padre non ha nessuna intenzione di cercarla. Flaps deve ricorrere a tutto il suo coraggio e alle sue abilità investigative per risolvere un mistero che assumerà presto i contorni di una grande avven­tura, costellata dall’incontro con una schiera di per­sonaggi bizzarri: Marlo, il Senzamamma, un adolescente che aiuta Flaps a sfuggire dall’attacco di un gruppo di bulli, il camorrista-oracolo che parla soltanto per metafore su Maradona, da una zia mai vista con il nome di una strega, al misterioso signor G.

Gherardo Innarella è nato a Napoli nel 1982 e vive a Pavia. Insegnante di Lettere, si è diplomato in recita­zione al teatro Fraschini di Pavia ed è regista e drammaturgo presso la compagnia teatrale “Tra il dito e la Luna”. Per amore di un’ombra è il suo primo romanzo.

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