Diritti audiovisivi

Tante storie da raccontare e immaginare

Una penna che

conquista anche il cinema

Dallo straordinario romanzo di André Aciman, pubblicato in Italia da Guanda, il film di Luca Guadagnino, Premio Oscar 2018, interpretato da Timothée Chalamet e Armie Hammer.

Cover story

Cover story

Enrico Pandiani

Lontano da casa

Un noir di grande attualità in cui le protagoniste, due donne diversissime ma unite nella caccia alla verità, indagano sull’omicidio di un immigrato. Fa da sfondo una periferia che è la periferia di ogni città, con tutto il fermento che si porta dentro – la miseria, la violenza, le convivenze forzate – ma nella quale esistono ancora persone disposte a tenderti una mano.


Quando torna a casa dopo una giornata di lavoro, Jasmina Nazeri non può immaginare che ad aspettarla ci siano dei poliziotti. Un uomo di colore è stato ucciso, dicono, era nudo e senza documenti, e forse l’unica in grado di identificarlo è proprio lei, che in quel quartiere di periferia conosce tutti. In quel corpo martoriato la ragazza riconosce Taiwo, e anche se non lo vedeva dal tempo in cui hanno avuto una relazione, è certa che non fosse tipo da cattive frequentazioni. Come può essergli capitato un destino tanto orribile? E come si rende giustizia a qualcuno che per la società non esiste? Jasmina è donna, è giovane, ha origini iraniane: sa quanto sia difficile ottenere rispetto, un’opportunità, o anche soltanto ascolto. Per questo dedica la sua vita ad aiutare gli altri, insegnando l’italiano agli immigrati e dandosi da fare per chiunque abbia bisogno. Forse lo stesso non si potrebbe dire di Pandora Magrelli, ispettore di polizia con un’idea diversa della tolleranza e una stupefacente insensibilità al dolore. Per motivi diversi sono intenzionate a scoprire la verità, anche a costo di allearsi l’una con l’altra.

Una trama implacabile e straordinaria capacità di scavare negli abissi dell’animo umano e della nostra società.

Enrico Pandiani ha lavorato a lungo come grafico, illustratore e sceneggiatore di storie a fumetti. Ha esordito nella narrativa nel 2009 con la saga poliziesca Les Italiens, che è diventata anche una fortunata serie diretta dal regista danese Nicolas Winding Refn.

 

Titoli GeMS da portare sul piccolo e grande schermo

Una delle più apprezzate poetesse italiane racconta la sua storia di bambina adottata e quella ancora più difficile del rapporto con i suoi genitori, con la madre in particolare e con la sua progressiva follia.


Un famoso fatto di cronaca degli anni sessanta, che occupò le prime pagine dei quotidiani nazionali per settimane, è l’inizio della storia di Maria Grazia Calandrone. Nel giugno 1965, una bambina di otto mesi viene ritrovata nel bel mezzo di Villa Borghese a Roma. Nei giorni successivi si scopre la triste vicenda legata all’abbandono: la madre fedifraga, ripudiata dal marito, e il padre si sono suicidati buttandosi nel Tevere. Dopo neanche un mese in orfanotrofio la bimba viene adottata da Giacomo Calandrone, l’allora dirigente del PCI, e da sua moglie Ione, che fa l’insegnante.

L’autrice sceglie per la prima volta la narrativa per raccontarci la storia più difficile della sua vita: non quella dell’abbandono ma quella della relazione con la madre adottiva, un rapporto d’amore ma anche di oppressione e crudeltà.

Una giovane donna, il ritorno in Puglia e un segreto di famiglia che le farà cambiare prospettiva sul passato. E forse anche sul futuro. Un romanzo d’esordio che con originalità e freschezza racconta come liberarsi dal passato, riconciliarsi con il dolore, per provare a diventare persone nuove.


oltre 100,000 copie vendute

nella Top Ten dei libri più venduti – 5 edizioni in meno di un mese

Una storia vera e dimenticata, la storia delle Portatrici, donne d’ogni età, dai tredici ai sessant’anni, che durante la prima guerra mondiale aiutarono gli uomini nelle trincee della Carnia trasportando nelle loro gerle e lungo sentieri impervi viveri e munizioni, camminando per ore nella neve e riportando spesso a valle i cadaveri dei soldati. 


Sulla Carnia fischiano le bombe sganciate dagli austriaci, sibilano nell’aria i proiettili. Mille metri più in basso, le donne li sentono e pregano che i loro uomini non ne vengano colpiti. Anche Agata prega. Lei che ha lasciato gli studi per prendersi cura del padre malato, lei che ha una casa piena di libri e nessun tempo per leggerli… perché la Grande Guerra è arrivata e l’ha resa una portatrice. Ogni mattina all’alba, Agata corre ai magazzini militari a valle, riempie la sua gerla con venti, trenta, a volte quaranta chili di viveri per i soldati e affronta di petto la montagna. Cammina per ore, nella neve che le arriva fino al ginocchio, per raggiungere il fronte. È un percorso estenuante, pericoloso, che compie tutti i giorni in compagnia delle altre ragazze volontarie come lei. Come l’esuberante Viola che è lì per amore di un artigliere alpino o Lucia, quattro figli e una forza quieta che è un punto di riferimento per tutte le altre. Sono amiche, compagne, e conoscono quelle montagne meglio di chiunque altro. Insieme, le portatrici cantano per farsi coraggio, pregano per avere fiducia, parlano per coprire il rumore delle armi, corrono per arrivare in tempo. Quando scendono, le gerle sono vuote ma le loro mani sono occupate dalle barelle con i feriti da curare o i morti che devono seppellire. È una vita durissima, ma Agata è forte e determinata, ha il sangue freddo di chi vuole combattere. Impara a farsi rispettare dai soldati, a farsi conoscere dai comandanti. Le sue certezze, però, vacillano quando un cecchino austriaco la vede e lei, d’istinto, gli spara. Quella stessa notte, il pensiero del soldato abbandonato sul sentiero non le dà pace. E così decide di andare a prenderlo…

Con Fiore di roccia Ilaria Tuti crea un romanzo che celebra il coraggio delle donne, la capacità di abnegazione di contadine umili e analfabete, ma forti nel desiderio di pace e pronte a sacrificarsi per aiutare i militari al fronte. Una storia di solidarietà e di forza. Una protagonista che raccoglie in sé le 1200 vite dimenticate di tutte loro.

Un libro-inchiesta che ricostruisce la storia della scoperta della mafia in America.

Prefazione di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso


Prefazione di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso

«Le dichiarazioni del collaboratoredi giustizia Joe Valachi sonoil più importante passo in avanticompiuto dall’intelligence nellalotta contro la mafia.»Robert Kennedy, procuratore generaledegli Stati Uniti La sfida di Robert Kennedy alla criminalità organizzata

«Il saggio di Santoro è uno di quei libriche vanno letti e divulgati.»Dalla prefazione di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso

– Lei fa parte di un’organizzazione segreta che si dedicaal crimine e alla protezione dei suoi membri che perpetrano reati?– Ne ho fatto parte.– Qual è il suo nome?– Cosa nostra.Joe Valachi davanti alla Commissione McClellan, 27 settembre 1963 Questa è la storia di un mafioso e di un politico: Joe Valachi, soldato nelle potenti famiglie di Cosa nostra a New York, e Robert Kennedy, che dalla fine degli anni Cinquanta al cuore dei Sessanta lavora alla realizzazione di una società più equa. Quando i loro destini si incrociano, l’America e il mondo scoprono l’esistenza di un’organizzazione criminale diffusa e articolata, sottostante a regole e codici precisi, che mina dall’interno l’economia intessendo relazioni con il potere.Dopo trent’anni di militanza, Valachi, sentitosi tradito dal boss Vito Genovese, abbatte il muro dell’omertà: è lui il primo collaboratore di giustizia a fare il nome dell’associazione mafiosa. Il suo contributo rappresenta l’apice della svolta nella conoscenza e nel contrasto al crimine organizzato impressa da Kennedy, ministro della Giustizia dal 1961 al 1964 e creatore del primo pool antimafia.Nel corso di questi quattro anni Kennedy rafforza e indirizza l’attività delle agenzie investigative, e coordina le indagini riunendo un gruppo di procuratori e inquirenti specializzati. Le sue intuizioni porranno le basi per la definizione in Italia del reato di associazione a delinquere di stampo mafioso. Dando voce ai protagonisti, grazie all’esame di numerose fonti d’archivio statunitensi e alla raccolta di testimonianze dirette, questo libro ricostruisce in modo puntuale la storia di una strategia che ha rivoluzionato la percezione della mafia e indicato i metodi per contrastarla.

   

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