Alessandra Selmi

Al di qua del fiume

Casa Editrice Nord, 2022

Al tramonto dell’Ottocento, grazie all’ambizioso progetto della famiglia Crespi, sulle sponde del fiume Adda nasce un villaggio operaio unico, oggi patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Speranze, drammi, misteri, vendette e amori di imprenditori visionari e coraggiosi e famiglie operaie in un grandioso ed emozionante affresco che racconta cinquant’anni di storia italiana.

Nel 1877, un piccolo triangolo di terra delimitato dal fiume Adda rappresenta agli occhi di Cristoforo Crespi il futuro e l’occasione per la sua famiglia di lasciare un segno indelebile nel mondo. Lui, figlio di un tengitt, di un tintore, lì farà sorgere un cotonificio all’avanguardia e, soprattutto, un villaggio per gli operai come mai si è visto in Italia, giocandosi tutto quello che ha, i soldi, la reputazione e anche il rapporto col fratello Benigno. Per Cristoforo ciò che conta è produrre qualcosa di concreto e cambiare in meglio la vita dei suoi operai. E la vita della giovane Emilia cambia il giorno in cui si trasferisce nel nuovo villaggio. Figlia di uno dei più fedeli operai dei Crespi, e con una madre tormentata da cupe premonizioni del futuro, Emilia è spettatrice della creazione di un mondo autosufficiente al di qua del fiume, tra funzionalità industriale e fascino architettonico, dove nascere, vivere e morire senza aver mai bisogno di uscire dai suoi confini. La sua esistenza, nel corso degli anni, si legherà ineluttabilmente a quella degli altri abitanti di Crespi d’Adda. Come la famiglia Malberti, l’anima nera del villaggio, o gli Agazzi, stirpe di proletari idealisti e ribelli. Con loro, Emilia vive i piccoli e grandi stravolgimenti di quel microcosmo e affronta le tempeste della Storia: i moti per il pane del 1898, la prima guerra mondiale, le sollevazioni operaie… Tuttavia il suo destino si intreccia a quello di Silvio Crespi, erede dell’azienda e della visione del padre Cristoforo. Nonostante l’abisso sociale che li divide, tra i due s’instaura un rapporto speciale che resisterà nel tempo, facendo di Emilia il sostegno di Silvio nel momento in cui i Crespi – forse diventati troppo ricchi, troppo orgogliosi, troppo arroganti – rischieranno di perdere tutto. Fino all’avvento del Fascismo, quando il villaggio Crespi, come il resto del mondo, non sarà più lo stesso.

Pagine: 472

Usiamo i cookie.

Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Utilizzando questo sito, acconsenti agli utilizzi di cookies descritti nella nostra Cookie Policy. Prendi visione anche della nostra Privacy Policy.